Teaser Tuesdays #56

Come sempre vi do il benvenuto su Ombre Angeliche per una nuova puntata di Teaser Tuesdays, la rubrica ideata da MizB del blog Should Be Reading ^^
Partecipare è semplice, basta seguire le regole qui sotto:
-Prendi il libro che stai leggendo
-Aprilo ad una pagina a caso
-Trascrivine un breve pezzo evitando spoilers
-Riporta titolo e autore del libro 

Bleeding Love, di Alyxandra Harvey
 
Tutt’a un tratto si fermò davanti alla porta d’ingresso e mi scaraventò dentro. Inciampai in un vaso di rose e caddi. Acqua, schegge di vetro e petali rossi si sparsero sul pavimento di pietra. Mi sentivo le labbra gonfie, formicolanti. Attenta, Lucy. Prima ancora di riprendere fiato, mi ritrovai accerchiata dalle facce arcigne dei fratelli Drake.
 
Pagina 33

Bye bye capelli!

Vi siete spaventati vero?
Ahahaha, ebbene sì Fantasmi, ho tagliato i capelli! Con la gravidanza mi stanno crescendo a ritmo leggermente inquietante, e così ho pensato che fosse il momento giusto per tagliare le punte rovinate.. più crescono in fretta meno mi sentirò pelata, no? Peccato che mia madre abbia deciso di tagliarmi venti centimetri di capelli, e che quindi ora mi senta un porcospino..
Va bé! Prima del taglio arrivavano sotto al fondo schiena.. speriamo ricrescano in fretta!

Tralasciamo il fatto che qui sembro gobba U.U

Hello world!

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E finalmente ti dirò addio

“E finalmente ti dirò addio”, di Lauren Oliver

Trama:
“Samantha Kingston ha tutto quello che un’adolescente potrebbe desiderare: il ragazzo più bello della scuola, tre amiche fantastiche, un’incredibile popolarità. Quel venerdì 12 febbraio si preannuncia come un altro giorno perfetto nella sua meravigliosa vita. Invece non andrà così, perché quella sera Sam morirà. Tornando con le sue amiche in macchina da una festa avrà un incidente. La mattina seguente, però, la ragazza si risveglia misteriosamente nel suo letto ed è ancora il 12 febbraio. Sospesa fra la vita e la morte, Sam continua a rivivere quella sua ultima giornata. Ogni volta si comporterà in modo diverso, cercando disperatamente di evitare l’incidente che la farà morire. Ma riuscirà a uscire da quell’incubo solo quando capirà che non è per salvare se stessa che continua a tornare.”

Libro leggero, che si lascia leggere in fretta e in modo piacevole, nonostante le 400 e passa pagine. La scrittura è sempre semplice ma mai noiosa, piena di pungente divertimento, riflessione e un tocco di nostalgia. Nostalgia per la vita. Vita che a Sam, ragazza 17enne, il 12 febbraio viene strappata in un incidente d’auto con le sue amiche, dopo una festa. Ma la sorpresa è che Sam si risveglia la mattina dopo e sulla sveglia lampeggia una data chiara e dolora: 12 febbraio. Di nuovo. E ancora, e ancora, e ancora. Per sette giorni Sam cercherà di capire come cambiare le cose, quali dettagli lasciare e quali invece cambiare. Ma ogni volta qualcosa va storto, e Sam si rende conto che non è se stessa che deve tentare di salvare, ma qualcun altro. Qualcuno che ha bisogno di lei, qualcuno che non renda la sua morte vana.
 
E Sam lotta contro il tempo, che scandisce i minuti più in fretta di quanto lei possa correre..
 
Trovare l’amore, e sapere che è giusto morire.
Abbracciare tua madre e sapere che sarà l’ultima volta
Guardare il cielo, e pensare che entro poche ore lo raggiungerai.
A Sam succede tutto questo, in sette giorni, perché non è la sua vita, quella da salvare.
/* */

Partenza.

Finisce così un altro giorno. Se ne scivola via, nel rosso dorato del tramonto, che sembra tingere strade e case del colore del sangue. Sembra un lago, penso. Un infinito lago vermiglio che ha inghiottito l’azzurro.
Ancora pochi minuti e non ci sarà più posto per il blu o per il rosso. Pochi istanti, e tutto sarà nero.
So cosa devo fare, lo so. È ora di staccare gli occhi dalla finestra e scendere al piano di sotto, dove mi aspettano. Però non posso fare a meno di sperare che il tramonto mi porti con sé, ovunque se stia nascosto durante il giorno. Ci spero, lo desidero.
Ma il tramonto se ne va, lascia il posto al buio, e io sono ancora lì. Sono solo un riflesso nel vetro della finestra, niente di più che una sagoma sfocata. Quella visione mi piace. Non sono io, non sono una figlia, non sono una sorella, sono solo una forma indistinta, sono nessuno.
Una voce mi chiama dalle scale, è davvero ora di andare. Guardo la stanza spoglia, controllo per la centesima volta il borsone sul letto, che non ho ancora chiuso. È solo una partenza, in fondo. La gente parte tutti i giorni.
 
Ma io parto per non tornare.
 
Forse è questo a chiudermi la gola in una morsa fredda, l’idea che tutto ciò che sto vedendo, che sto facendo, non lo farò mai più. Non permetto a neanche una lacrima di scivolare via, l’avevo promesso, e mantengo sempre la parola. Lancio un’ultima occhiata alla camera, penso a tutto ciò che è stato per me, ma poi devo assolutamente uscire. Non guardo altro, non vedo niente. Penso solo ad arrivare alla porta, ad uscire, con quella borsa in mano che mi brucia le dita.
 
Parto per non tornare.

In lettura..

Il sesto volume de “Le ragazze dell’Olimpo-L’ultimo desiderio”, di Elena Kedros, sta lentamente giungendo al termine.. ora mi tocca decidere cosa iniziare, una volta finito: “Unika-La fiamma della vita”, di E.J.Allibis (primo volume di una saga Thriller-Fantasy dedicata agli angeli, che sinceramente mi ispira moltissimo *_*), o la scelta potrebbe ricadere su “Beastly”, di Alex Flinn, ovvero la storia della Bella e la Bestia, modernizzata. Certo, sarà dura..
Per il momento mi appresto a finire “Le ragazze dell’Olimpo” 😛

Speak-Le parole non dette.


Speak-Le parole non dette, di Laurie Halse Anderson.

“Melinda Sordino ha tredici anni e un segreto. L’estate prima di entrare al liceo, durante una festa, viene violentata da uno dei ragazzi più popolari della scuola. Ancora sconvolta, Melinda chiama la polizia, e nel fuggi fuggi generale non riesce a confessare la violenza subita. Quando pochi giorni dopo le amiche di Melinda scoprono che è stata lei a chiamare la polizia e a rovinare il party, non pensano a chiederle spiegazioni, ma la maltrattano e smettono addirittura di salutarla. Melinda si isola e comincia ad avere difficoltà a parlare sia a scuola che a casa. Fino a che… Speak è uno dei romanzi culto della generazione Y.”

Dopo essere rimasta incantata da “Wintergirls”, ho atteso con impazienza di prendere “Speak”, convinta che mi sarebbe piaciuto tanto come l’altro, invece..
Invece no.
L’argomento è difficile, questo è vero, e la Anderson lo affronta in modo in delicato. Forse addirittura troppo, perché questa storia, il modo in cui viene raccontata, e i suoi personaggi, non mi hanno toccata. L’ho sentito poco profondo, al contrario di Wintergirls.
Forse mi aspettavo qualcosa di più crudo, reale.
 
Melinda, tredici anni. Violentata ad una festa.
Il resto è solo Silenzio.
È questo che Melinda vuole: restare in silenzio, dimenticare. Scopre però che è impossibile, perché le parole bruciano nella gola.
Un libro che avrebbe potuto dare tanto, ma che a me ha lasciato davvero poco

Wintergirls

Wintergirls, di Laurie Halse Anderson
Trama:  

 
 Lia e Cassie sono amiche fin dall’infanzia, ragazze congelate nei loro fragili corpi, in competizione in un’assurda gara mortale per stabilire chi tra loro sarà la più magra. Lia conta maniacalmente le calorie di tutto quello che mangia e di notte quando i suoi non la vedono si sfinisce di ginnastica per bruciare i grassi. Le poche volte che mangia, cerca di ingerire cose che la feriscono, come cibi ultrapiccanti, in modo da “punirsi” per aver mangiato. Si gonfia d’acqua per ingannare la bilancia nei giorni in cui la pesano. Quando eccede nel cibo ricorre ai lassativi e passa il tempo a leggere i blog di ragazze con disturbi alimentari che si sostengono a vicenda.
 
 
Inizio dicendo che adoro il formato del libro e la copertina. Piccolo e carinissimo da tenere in mano 😀

Passo al libro: 5 stelline davvero meritate. Che sia perché era esattamente il libro di cui avevo bisogno in questo momento,o che semplicemente mi sia piaciuto, il libro vale la pena di essere letto.
Lia non è una ragazza, non è viva. È una ragazza d’inverno, costantemente ibernata nel suo corpo fragile, che a lei piace così, tutto ossa. E il suo problema non si limita all’anoressia. Arrivano i tagli con il rasoio, fatti per sentirsi meglio. Arriva il fantasma di Cassie, la sua migliore amica appena morta. Arrivano allucinazioni, mani pronte ad afferrarla, ragni che ridono di lei, ombre nel buio..
Al limite della follia, un bellissimo libro, che vi lascerà con un buco allo stomaco e un pensiero fisso in testa: “Perché?”
Perché portare un corpo bello e giovane al limite? Perché lasciarsi morire di fame?
Lia un motivo ce l’ha: una promessa fatta a Cassie: “Sarò più magra di te”
E per mantenerla, Lia rischia di perdere la vita.

Mi chiamo Scrivo, benvenuti nella mia testa

Descrizione del libro

“Svegliatasi in un letto d’ospedale in seguito a un coma durato due anni, Scrivo si ritrova in uno scantinato con dodici sedie ad assistere a delle sedute psichiatriche di gruppo. Sarà così costretta a lottare contro il dolore degli altri impregnandosene come una spugna e servendosene come di uno sciogligrasso per lavare via il suo. L’unico modo di trovare sollievo sarà mettere nero su bianco le storie di questi dodici folli. Quella di Howard, l’uomo che in seguito alla morte di moglie e figlia è convinto di vivere in una cartolina; quella di Colin, il bambino di appena dieci anni che soffre di attacchi di panico; quella di Stew che, accecato dal buio, si protegge con un accendino; quella di Gwen, la ragazzina scontrosa che ha trasformato il suo giardino in un gigantesco parco giochi con tanto di montagne russe. E proprio come una vertiginosa corsa sulle montagne russe, la vita di Scrivo si trasformerà in un’alternanza di adrenalina pura, incoscienza e panico totale; scricchiolii, pendii e riprese; conforto dato e ricevuto, in un vortice che va affrontato a parole, sino alla fine della corsa.”
 
La storia di Scrivo colpisce immediatamente. Raccontata sotto forma di romanzo/diario, da una ragazza che si risveglia dopo due anni di coma e che ,senza troppa premura o spiegazioni ,viene mandata nello scantinato. Dodici sedie, dodici storie che Scrivo ci racconta, usando i problemi degli altri pe capire i suoi.
Travolgente e originale, un libro che si legge nel giro di qualche ora.
 
Tratto dal libro:
 
“Questa volta Dio non ce l’ha con me.Mi ha gettato nel mondo della mia testa per farmi superare la paura di me stessa. Non voglio deluderlo. Fanculo la paura, fanculo me stessa. Sono più forte io. E non permetterò che un sentimento mi uccida lentamente.”