Partenza

Finisce così un altro giorno. Se ne scivola via, nel rosso dorato del tramonto, che sembra tingere strade e case del colore del sangue. Sembra un lago, penso. Un infinito lago vermiglio che ha inghiottito l’azzurro.
Ancora pochi minuti e non ci sarà più posto per il blu o per il rosso. Pochi istanti, e tutto sarà nero.
So cosa devo fare, lo so. È ora di staccare gli occhi dalla finestra e scendere al piano di sotto, dove mi aspettano. Però non posso fare a meno di sperare che il tramonto mi porti con sé, ovunque se stia nascosto durante il giorno. Ci spero, lo desidero.
Ma il tramonto se ne va, lascia il posto al buio, e io sono ancora lì. Sono solo un riflesso nel vetro della finestra, niente di più che una sagoma sfocata. Quella visione mi piace. Non sono io, non sono una figlia, non sono una sorella, sono solo una forma indistinta, sono nessuno.
Una voce mi chiama dalle scale, è davvero ora di andare. Guardo la stanza spoglia, controllo per la centesima volta il borsone sul letto, che non ho ancora chiuso. È solo una partenza, in fondo. La gente parte tutti i giorni.
 
Ma io parto per non tornare.
 
Forse è questo a chiudermi la gola in una morsa fredda, l’idea che tutto ciò che sto vedendo, che sto facendo, non lo farò mai più. Non permetto a neanche una lacrima di scivolare via, l’avevo promesso, e mantengo sempre la parola. Lancio un’ultima occhiata alla camera, penso a tutto ciò che è stato per me, ma poi devo assolutamente uscire. Non guardo altro, non vedo niente. Penso solo ad arrivare alla porta, ad uscire, con quella borsa in mano che mi brucia le dita.
 
Parto per non tornare.

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Inverno

La neve è fresca, e la luce che filtra dalla finestra è fastidiosamente bianca, come se tutto il mondo fosse ricoperto di zucchero a velo.
 Zucchero a velo ghiacciato e freddo.
 
 Però l’aria sa di inverno, e questo mi riporta il buon umore iniziale, quello che mi aveva portata ad affacciarmi alla finestra invece che lavare i piatti o rassettare la casa. Un buon umore strano, senza motivi apparenti, e che forse non avrebbe neanche il diritto di esserci. Però c’è, e mi va bene così.
 
 Il sole è appena scomparso, inghiottito dal palazzo di fronte al mio, lasciando la strada e il grande prato innevato coperto da un’unica luce bianca, che mi fa ripensare ai mercatini di natale e alle cene. Agli abeti decorati, ai dolci. All’odore di cannella che tanto odio, ma che a natale tollero perché la gente lo fa sembrare quasi buono. Quasi.
 
 In fondo l’arrivo dell’inverno non mi rattrista, quest’anno. La voglia di freddo c’è, di vedere la natura morire, per poi rinascere in primavera più verde e rigogliosa.
E allora, perché no, saluto l’arrivo dell’inverno con un sorriso. Dopotutto, i piatti mi aspettano.

Fruscìo di vento

Ci sono momenti in cui vorresti scappare da tutto e tutti, nasconderti in un bosco buio e silenzioso,e stare sola per sempre con la notte che ti circonda. Rimanere lì, seduta su un prato bagnato, con la brina che scricchiola ad ogni tuo lieve movimento, e la nebbia che copre le stelle luminose. All`improvviso il fruscìo di un ramo ti fa trasalire. Alzi lo sguardo, e un pipistrello attraversa il cielo, illuminato solo dai raggi argentati della luna che sembra splendere, in quel momento, solo per te. Poi un fascio di luce attira il tuo sguardo. Un lampo. Un tuono. E la pioggia comincia a cadere, bagnando tutto. E tu osservi, come uno spirito invisibile, tutto ciò che avviene, spaventata dalla potenza che ha dentro di se, e attratta dalla forza che suscita in te. Ed è allora che t` innamori di quel temporale, che nemmeno sa dell` esistenza dei tuoi occhi ammirati. Rimani lì, appoggiando la schiena al tronco di un albero, a goderti la sensazione delle minuscole gocce d` acqua fredda che ti cadono sul viso, per poi scivolare lungo le guance e andare a posarsi dolcemente sulle tue labbra. Chiudi gli occhi, provando una strana sensazione di serenità, e chiedendoti per quale motivo dovresti sentirti felice nel guardare la pioggia cadere, e la nebbia coprire lo splendore delle luna.
“ Una magia “, pensi. “ Non può essere nient`altro che una splendida magia”.
E in un certo senso è proprio così. È una magia che nasce e cresce dentro di te, Cresce nel tuo corpo, nella tua mente e nel tuo spirito. Cresce, fino a diventare un sogno, una speranza. Una forza che ti permette di superare qualsiasi ostacolo della notte, della vita, dell` universo. E ti senti invincibile, come se nessuna spada potesse ferirti e nessun insulto potesse offenderti. E finalmente sei pronta. Ti alzi. Cammini nel bosco, che sembra spostare i suoi lunghi rami spinosi, solo per permetterti di passare. Sorridi, guardando i profili dei cespugli, e i petali dei fiori che sembrano fatti di dolce polvere di stelle. Un ramoscello scricchiola e si spezza sotto ai tuoi piedi infreddoliti…
Ti fermi un momento ad ammirare la grande quercia che estende i lunghi rami scuri verso il cielo. La pioggia ti fa rabbrividire ogni volta che una goccia ti cade sul collo e ti scivola lungo la schiena. I capelli gocciolanti ti coprono gli occhi e il viso. Te li sposti velocemente e continui a camminare…
E quando arriverai a destinazione sarai ormai pronta per affrontare tutti i problemi della vita. Sorridendo, piangendo, potendo contare sugli amici che ti sosterranno, oppure avanzando da sola. Comunque vadano le cose ricorda che quando tutto ti sembra perduto, c è una cosa che nessuno potrà mai impedirti di fare: rifugiarti nel tuo posto magico per riflettere. Dove ogni pensiero è solo tuo, e nessuno può oltrepassare il tuo cerchio di luce. Perché la vita è una sfida. Devi solo decidere se sei pronta ad affrontarla. Come farlo, è solo una tua decisione: se ti lasci guidare dai tuoi sogni e dalle tue speranze, nessuna scelta sarà sbagliata. Perché siamo nati per volare liberi.”
 
Non chiedetemi cos’è, perché l’ho appena ritrovato nel pc o.O”
Scritto circa tre anni fa, in un momento ovviamente non tanto felice.

Recensione "Domeniche da Tiffany"

“Domeniche da Tiffany”, di James Patterson
 
Trama:
Jane è una bambina solitaria e sensibile. Sua madre, la potente e cinica Vivienne Margaux è una produttrice teatrale di Broadway e non ha tempo per lei: giusto un bacino ogni tanto e qualche rimprovero per un gelato di troppo. Il padre è stato uno dei molti mariti di Vivienne e solo saltuariamente fa capolino nella vita della figlia, accompagnato dalla nuova – e giovane compagna. Ma per fortuna c’è Michael: bello, comprensivo, affettuoso, sempre disponibile ad accompagnare Jane a scuola, a portarla a fare merenda al lussuoso Astor Court del St. Regis Hotel, a rimboccarle le coperte la sera. Solo che… Solo che Michael è un amico immaginario, e il compito degli amici immaginari è quello di accudire i bambini fino ai nove anni di età. Dopo dovranno cavarsela da soli. Per fortuna la loro scomparsa non lascia traccia nella memoria. Ma Jane è diversa da tutti gli altri e non ha dimenticato. A trent’anni ancora pensa con rimpianto a Michael. Lavora per la casa di produzione di Vivienne, è sempre lievemente sovrappeso, è sempre sensibile e solitaria, nonostante un bellissimo fidanzato che sta con lei solo per far carriera. E poi un giorno accade l’impensabile: Jane e Michael si incontrano casualmente a New York. Sono passati più di vent’anni, ma lui è identico, perfetto, non è invecchiato di un giorno. Jane pensa di essere impazzita: Michael esiste? È un uomo? Un angelo? In fondo ha importanza? Quel che conta è che Jane è innamorata e che Michael è l’uomo perfetto per lei…
 
 
 La mia recensione:
Ho davvero poche parole da dire. Bisogna leggerlo.

Dolce come il gelato al caffé con il caramello caldo.
Leggero, con un tocco di magia. Reale. Immaginario. Delicato, come bolle di sapone. E concreto, come l’amore.

Recensione "E finalmente ti dirò addio"

Cosa faresti se avessi solo un giorno da vivere?
Dove andresti? Chi baceresti?
Fin dove ti spingeresti per salvare la tua vita?

 

Titolo: E finalmente ti dirò addio
Titolo originale: Before i fall
Autore: Lauren Oliver
Prezzo: 18,00 euro
Pagine: 430
Data di pubblicazione: 2010
Editore: Piemme
Collana Freeway

Trama:
“Samantha Kingston ha tutto quello che un’adolescente potrebbe desiderare: il ragazzo più bello della scuola, tre amiche fantastiche, un’incredibile popolarità. Quel venerdì 12 febbraio si preannuncia come un altro giorno perfetto nella sua meravigliosa vita. Invece non andrà così, perché quella sera Sam morirà. Tornando con le sue amiche in macchina da una festa avrà un incidente. La mattina seguente, però, la ragazza si risveglia misteriosamente nel suo letto ed è ancora il 12 febbraio. Sospesa fra la vita e la morte, Sam continua a rivivere quella sua ultima giornata. Ogni volta si comporterà in modo diverso, cercando disperatamente di evitare l’incidente che la farà morire. Ma riuscirà a uscire da quell’incubo solo quando capirà che non è per salvare se stessa che continua a tornare.”

Stelle: 4/5

La mia recensione:
Libro leggero, che si lascia leggere in fretta e in modo piacevole, nonostante le 400 e passa pagine. La scrittura è sempre semplice ma mai noiosa, piena di pungente divertimento, riflessione e un tocco di nostalgia. Nostalgia per la vita. Vita che a Sam, ragazza 17enne, il 12 febbraio viene strappata in un incidente d’auto con le sue amiche, dopo una festa. Ma la sorpresa è che Sam si risveglia la mattina dopo e sulla sveglia lampeggia una data chiara e dolora: 12 febbraio. Di nuovo. E ancora, e ancora, e ancora. Per sette giorni Sam cercherà di capire come cambiare le cose, quali dettagli lasciare e quali invece cambiare. Ma ogni volta qualcosa va storto, e Sam si rende conto che non è se stessa che deve tentare di salvare, ma qualcun altro. Qualcuno che ha bisogno di lei, qualcuno che non renda la sua morte vana.
 
E Sam lotta contro il tempo, che scandisce i minuti più in fretta di quanto lei possa correre..
 
Trovare l’amore, e sapere che è giusto morire.
Abbracciare tua madre e sapere che sarà l’ultima volta
Guardare il cielo, e pensare che entro poche ore lo raggiungerai.
A Sam succede tutto questo, in sette giorni, perché non è la sua vita, quella da salvare.
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Recensione "Wintergirls"

Titolo: Wintergirls
Autore: Laurie Halse Anderson
Prezzo: 14,50 euro
Pagine: 352
Data di pubblicazione: 2010
Editore: Giunti (collana Y)

Trama:  

“Lia e Cassie sono amiche fin dall’infanzia, ragazze congelate nei loro fragili corpi, in competizione in un’assurda gara mortale per stabilire chi tra loro sarà la più magra. Lia conta maniacalmente le calorie di tutto quello che mangia e di notte quando i suoi non la vedono si sfinisce di ginnastica per bruciare i grassi. Le poche volte che mangia, cerca di ingerire cose che la feriscono, come cibi ultrapiccanti, in modo da “punirsi” per aver mangiato. Si gonfia d’acqua per ingannare la bilancia nei giorni in cui la pesano. Quando eccede nel cibo ricorre ai lassativi e passa il tempo a leggere i blog di ragazze con disturbi alimentari che si sostengono a vicenda.”
 
La mia recensione: 
Inizio dicendo che adoro il formato del libro e la copertina. Piccolo e carinissimo da tenere in mano 😀
Passo al libro: 5 stelline davvero meritate. Che sia perché era esattamente il libro di cui avevo bisogno in questo momento,o che semplicemente mi sia piaciuto, il libro vale la pena di essere letto.
Lia non è una ragazza, non è viva. È una ragazza d’inverno, costantemente ibernata nel suo corpo fragile, che a lei piace così, tutto ossa. E il suo problema non si limita all’anoressia. Arrivano i tagli con il rasoio, fatti per sentirsi meglio. Arriva il fantasma di Cassie, la sua migliore amica appena morta. Arrivano allucinazioni, mani pronte ad afferrarla, ragni che ridono di lei, ombre nel buio..
Al limite della follia, un bellissimo libro, che vi lascerà con un buco allo stomaco e un pensiero fisso in testa: “Perché?”
Perché portare un corpo bello e giovane al limite? Perché lasciarsi morire di fame?
Lia un motivo ce l’ha: una promessa fatta a Cassie: “Sarò più magra di te”
E per mantenerla, Lia rischia di perdere la vita.

Il booktrailer

Recensione "Beastly"

“Beastly”, di Alex Flinn.
 

Titolo: Beastly
Autore: Alex Flinn
Prezzo: 15,00 euro
Pagine: 384
Data di pubblicazione: 2010
Editore: Giunti (collana Y)

Trama:
Kyle Kingsbury, ricco, bello e popolare si prende gioco di una ragazza piuttosto bruttina della sua classe di nome Kendra, una vera e propria strega in incognito. Lei allora lo maledice per la sua cattiveria, tramutandolo in una bestia; gli concede però due anni per rompere l’incantesimo, perché pochi istanti prima di trasformarsi, Kyle compie un atto di gentilezza, donando alla ragazza della biglietteria una rosa che la sua partner si era rifiutata di indossare per il ballo. L’unico modo di rompere l’incantesimo e ritornare alla sua bellezza è amare ed essere corrisposto. “
 
La mia recensione:

La prima cosa che colpisce di Beastly, è la velocità con cui si lascia leggere: davvero incredibile. La scrittura è semplice, simpatica e leggera, e questo porta al tipico: “Ancora un capitolo, dai..”
La storia non è che La bella e la bestia in versione moderna, con il bello sbruffone, la ragazza rinchiusa e la strega, ma nonostante la semplicità della scrittura, il tema è profondo, e la trasformazione di Kyle, i suoi pensieri e i suoi ragionamenti fanno davvero riflettere su come al giorno d’oggi l’aspetto fisico abbia più importanza della bellezza interiore.
Consigliato a chi vuole passare qualche ora in compagnia di una favola moderna, simpatica, leggera e riflessiva.

 
 
In arrivo per il 2011, il film tratto dal libro, con Alex Pettyfer nel ruolo della bestia, Mary-Kate Olsen nella parte della strega, e Vanessa Hudgens che interpreterà la “bella”.