Speak-Le parole non dette.


Speak-Le parole non dette, di Laurie Halse Anderson.

“Melinda Sordino ha tredici anni e un segreto. L’estate prima di entrare al liceo, durante una festa, viene violentata da uno dei ragazzi più popolari della scuola. Ancora sconvolta, Melinda chiama la polizia, e nel fuggi fuggi generale non riesce a confessare la violenza subita. Quando pochi giorni dopo le amiche di Melinda scoprono che è stata lei a chiamare la polizia e a rovinare il party, non pensano a chiederle spiegazioni, ma la maltrattano e smettono addirittura di salutarla. Melinda si isola e comincia ad avere difficoltà a parlare sia a scuola che a casa. Fino a che… Speak è uno dei romanzi culto della generazione Y.”

Dopo essere rimasta incantata da “Wintergirls”, ho atteso con impazienza di prendere “Speak”, convinta che mi sarebbe piaciuto tanto come l’altro, invece..
Invece no.
L’argomento è difficile, questo è vero, e la Anderson lo affronta in modo in delicato. Forse addirittura troppo, perché questa storia, il modo in cui viene raccontata, e i suoi personaggi, non mi hanno toccata. L’ho sentito poco profondo, al contrario di Wintergirls.
Forse mi aspettavo qualcosa di più crudo, reale.
 
Melinda, tredici anni. Violentata ad una festa.
Il resto è solo Silenzio.
È questo che Melinda vuole: restare in silenzio, dimenticare. Scopre però che è impossibile, perché le parole bruciano nella gola.
Un libro che avrebbe potuto dare tanto, ma che a me ha lasciato davvero poco